Sul fotovoltaico il punto di vista di Solbian

Ultimamente si parla tanto di fotovoltaico e di necessità di fare ricorso a fonti energetiche alternative. Per fare il punto della situazione ci siamo fatti aiutare da Luca Bonci, amministratore delegato di Solbian, azienda leader nella produzione di pannelli fotovoltaici flessibili ad alta efficienza, nonché partner del nostro progetto di conversione delle auto convenzionali in veicoli ibridi-solari.

In questo articolo, un riassunto della nostra chiacchierata ricca di spunti.

fotovoltaico, il punto di vista di Solbian

Fotovoltaico: cresce l’interesse da parte delle aziende

Luca ci ha aiutato a vedere le cose da un’altra prospettiva. Quando gli abbiamo chiesto conferma della crescita relativa al trend del fotovoltaico, non ha avuto dubbi a riguardo: 

«L’interesse è aumentato parecchio e sta aumentando velocemente, soprattutto tra gli addetti ai lavori. Solbian è un’azienda che lavora molto B2B e poco con il cliente finale. Le aziende che sono interessate al fotovoltaico come primo impianto sono sempre di più. Alcune di queste si rivolgono a noi, che stando sul mercato da tanti anni, siamo in grado di fornire pannelli che si adattano bene alle loro esigenze e applicazioni. Ad esempio, tra i nostri clienti c’è un’azienda che fa camper e per la quale produciamo pannelli da installare sui loro veicoli. Altre aziende che lavorano nel settore della mobilità stanno proponendo quadricicli elettrici solari.

Insomma, il mercato è in forte sviluppo, le proposte ci sono e si traducono in un incremento della domanda, che dal nostro punto di vista di azienda che dialoga con le aziende produttrici, è significativo. Non sappiamo quanto questo sia vero dal punto di vista dell’utente finale. Lì, i volumi sono molto diversi: se per noi cento camion sono un volume grosso, lo stesso numero, sul totale dei camion che ci sono in giro, ha un significato diverso». 

fotovoltaico, il punto di vista di Solbian

Fonte: https://www.solbian.eu/it/

Fotovoltaico: punti di forza e di debolezza

Parlando di punti di debolezza e punti di forza del fotovoltaico, è stato necessario distinguere tra impiego per generare energia elettrica su larga scala e impiego relativo al settore della mobilità.

«Se parliamo di generazione di potenza elettrica su larga scala, il fotovoltaico sicuramente ha contro di sé il fatto che ha una piccola densità di potenza per unità di superficie. Questo vuol dire che servono ampie aree per produrre grandi quantitativi di energia. È anche vero che ampie aree a disposizione ce ne sono! A dispetto di quello che comunemente si pensa, non si devono abbattere uliveti, boschi o vigne per ricavarli. Pensiamo ai capannoni industriali o alla percentuale di edificato che, nei paesi industrializzati, offre, in termini di superficie, molto di più di quello che servirebbe per produrre con il fotovoltaico tutta l’energia di cui abbiamo bisogno. Quindi, questa esigenza di spazi, che di norma viene percepita come un problema per l’impatto ambientale, un problema non è. Le aree per installare i pannelli già ci sono, bisogna solo decidere di utilizzarle».

Altro punto di debolezza del fotovoltaico (che è il problema di tutte le energie rinnovabili) è che si tratta di una fonte alternata. Dipende dal sole, per cui ci sono momenti della giornata in cui l’energia prodotta è poca – come quando è nuvoloso – altri in cui è addirittura nulla, come di notte. Ci sono, tuttavia dei sistemi attraverso cui è possibile ovviare a questo problema. L’accumulo è un modo. Come eProInn, abbiamo già avviato un lavoro sul fronte dell’accumulo energetico con aria compressa per lo sviluppo di impianti pilota in Basilicata. Ne abbiamo parlato di recente con Andrea Ballocchi. Vi rimandiamo al suo articolo per approfondire.

«A favore del fotovoltaico possiamo dire che, ormai da un paio di anni, è la fonte di generazione di energia elettrica più economica che c’è al mondo. L’unica cosa che bisogna fare è aspettare, aspettare che si decidano di riempire tutte le aree a disposizione, nel completo rispetto dell’ambiente e del territorio».

Fotovoltaico e mobilità

Veniamo ad uno dei punti della chiacchierata per noi di maggiore interesse:

«Passando alla mobilità, direi che il fotovoltaico è tra le energie rinnovabili la più semplice da utilizzare, nonostante gli spazi siano piccoli e quindi la potenza generata contenuta. Faccio l’esempio delle imbarcazioni, dove il movimento può essere generato sfruttando il vento (tramite l’impiego di turbine eoliche), il sole, oppure l’acqua, grazie alla presenza di generatori idrodinamici che però sono in grado di generare energia elettrica solo quando il mezzo è in movimento. Se l’imbarcazione è alimentata a gasolio, utilizzarli non ha molto senso. Per quanto riguarda le turbine eoliche, perché funzionino, occorre che ci sia vento. Inoltre, possono essere d’intralcio alla navigazione, rumorose e molto ingombranti. Al contrario, il fotovoltaico, una volta integrato nello scafo, e in generale nel corpo del mezzo mobile, non dà problemi. È sicuramente il modo più semplice per generare energia elettrica pulita di pronto utilizzo».

fotovoltaico, il punto di vista di Solbian

Fonte: https://www.solbian.eu/it/

Ma allora quali sono i contro? Perché nonostante i vantaggi, quella della fotovoltaico non è ancora una soluzione così diffusa nel settore della mobilità?

«L’ostacolo è principalmente di carattere economico. Il prezzo è ancora un po’ alto, e questo non tanto per la tecnologia fotovoltaica in sé, quanto per il fatto che i sistemi per la mobilità sono per lo più sistemi prodotti in bassa scala. Per un’azienda produttrice di automobili, dove i margini sono molto limitati, il costo di integrazione della tecnologia potrebbe effettivamente costituire un impedimento, specialmente sulle classi utilitarie. Nonostante questo siamo fiduciosi. Ci sono diversi progetti in contro-tendenza. Progetti innovativi che probabilmente porteranno a un’evoluzione di mercato che farà sì che il fotovoltaico sui veicoli diventi poco costoso».

Altri fattori che penalizzano il decollo sono la conservatività del mercato automotive e la diffidenza, in parte ancora presente, verso il solare, ma in generale verso le nuove soluzioni (ibrido ed elettrico).

«Uno dei settori da cui è sicuramente più semplice partire per avviare la transizione è quello del trasporto merci, in particolare del trasporto refrigerato. Lì c’è un grosso consumo di energia, che rende evidenti e facilmente apprezzabili i benefici generati dal fotovoltaico. I sistemi di refrigerazione sono dei piccoli ibridi: pompe di calore elettriche, pilotate da motori endotermici. Mettere dei moduli fotovoltaici e utilizzare l’energia solare per far funzionare queste pompe riduce significativamente i consumi. Inoltre, mezzi di questo tipo dispongono di superfici molto ampie che massimizzano i vantaggi derivanti dall’installazione dei moduli.

Come Solbian, in questo campo stiamo cercando di sviluppare prodotti che siano i più adatti: moduli fotovoltaici che abbiano le dimensioni adeguate ad essere montati sui rimorchi e un’elettronica di controllo in grado di garantire che l’energia del fotovoltaico sia trasformata in quella giusta per interagire con l’utilizzo».

Il fotovoltaico nel progetto LIFE-SAVE

Il progetto LIFE-SAVE per l’ibridizzazione delle auto si colloca nell’ambito dei progetti volti a promuovere e accelerare la transizione energetica. Solbian è l’azienda che fornisce i pannelli solari previsti dal sistema di conversione, con la funzione di ricaricare la batteria addizionale in modo totalmente gratuito e pulito. Trovi maggiori dettagli relativi al funzionamento del sistema qui.

Abbiamo chiesto a Luca perché secondo lui avesse senso sostenere il progetto e continuare a lavorare per portare sul mercato il kit di conversione il prima possibile. Queste le sue parole:

«Ha senso sostenerlo, oggi più che mai, perché a parte i rincari energetici e la crisi climatica, abbiamo un parco vetture enorme che se si potesse riconvertire – e LIFE-SAVE fa questo – avrebbe un impatto importante dal punto di vista ambientale. In senso positivo ovviamente. Non tanto per i consumi, ma pensiamo alla rottamazione! Allungheremmo la vita a automobili, la cui impronta ecologica non è data solo dal combustile, ma da tutta l’energia che è stata impiegata per costruirle. Quando rottamiamo un’auto, la CO2 che indirettamente emettiamo è superiore a quella che abbiamo emesso per circolare fino a quel momento».

 

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